La sindrome da stanchezza cronica (CFS, dall’inglese Chronic Fatigue Syndrome) è una condizione medica caratterizzata da affaticamento e altri sintomi a lungo termine che limitano la capacità di una persona di svolgere normali attività quotidiane. La qualità della vita delle persone con sindrome da stanchezza cronica può essere seriamente compromessa.

Sono stati ipotizzati diversi meccanismi biologici, genetici, infettivi, e psicologici, ma la causa non è stata ancora compresa. La fatica da CFS non è causata da uno sforzo continuo, non è molto alleviata dal riposo e non è causata da qualsiasi altra condizione medica, anche se recentemente si è scoperta una certa correlazione tra la contrazione del virus di Epstein-Barr (il virus della mononucleosi) e una conseguente comparsa della CFS dopo un periodo di tempo più o meno variabile, il che suggerirebbe che la sindrome da stanchezza cronica potrebbe essere dovuta alla latenza di tale virus nell’organismo anche dopo la malattia. La diagnosi si basa sui segni e sintomi di una persona.

L’evidenza suggerisce che la terapia comportamentale cognitiva e un graduale aumento dell’attività adatta alla capacità individuale può essere utile in alcuni casi. In una revisione sistematica della terapia di esercizio, non è stata trovata alcuna evidenza di effetti avversi gravi; tuttavia, i dati erano insufficienti per formulare una conclusione. Provvisoriamente, viene incoraggiato l’uso del farmaco Rintatolimod. Questa prova, tuttavia, è stata ritenuta insufficiente per l’approvazione dalla FDA per questo uso negli Stati Uniti.

Le stime del numero di persone con tale condizione variano da 7 a 3.000 per 100.000 adulti. Circa un milione di americani e un quarto di milione di persone nel Regno Unito soffrono di CFS. La fatica è un sintomo comune in molte malattie, ma la fatica sperimentata da parte di pazienti affetti da CFS è relativamente rara. La CFS si verifica più spesso nelle donne che negli uomini ed è meno comune tra i bambini e gli adolescenti. V’è un accordo che la CFS abbia un effetto negativo sulla salute, la felicità e la produttività, ma ci sono anche polemiche su molti aspetti del disturbo. I medici, i ricercatori e i rappresentanti dei pazienti promuovono nomi diversi e criteri diagnostici, mentre le prove per cause e trattamenti proposti sono spesso contraddittorie o di bassa qualità.