In oftalmologia, il distacco di retina è una malattia dell’occhio in cui la retina si separa dallo strato sottostante. I sintomi comprendono un aumento del numero di corpi mobili, lampi di luce, e il peggioramento della parte esterna del campo visivo. Tale condizione può essere descritta come una cortina su una parte del campo visivo. In circa il 7% dei casi entrambi vengono colpiti entrambi gli occhi . Senza trattamento può verificarsi la perdita totale della vista.

Il meccanismo coinvolge più comunemente una rottura della retina, che poi consente al fluido negli occhi di giungere alla parte posteriore di essa. Una rottura nella retina può verificarsi a causa di un distacco posteriore del vitreo, lesioni agli occhi o infiammazione dell’occhio. Altri fattori di rischio includono la chirurgia della cataratta e la condizione di miopia. I distacchi della retina raramente si verificano anche a causa di un tumore della coroide. La diagnosi viene effettuata guardando il retro dell’occhio con un oftalmoscopio o con un’ecografia.

Nei pazienti con una rottura retinica, gli sforzi per evitare che diventi un distacco includono la crioterapia, utilizzando una sonda fredda, o fotocoagulazione, utilizzando un laser. Il trattamento del distacco della retina dovrebbe essere effettuato in modo tempestivo. Il trattamento in questione può essere episclerale, dove del silicone viene suturato all’esterno dell’occhio, o un intervento di pneumoretinopessia, dove del gas viene iniettato nell’occhio, o una vitrectomia, dove il vitreo viene parzialmente rimosso e sostituito con gas o olio.

I distacchi della retina colpiscono tra 0,6 e 1,8 persone su 10.000  ogni anno. Circa lo 0,3% di persone vengono colpite ad un certo punto della loro vita. È più comune nelle persone che sono nella fascia di età che va dai 60 ai 70 anni. Gli uomini sono colpiti più spesso rispetto alle donne. I risultati a lungo termine dipendono dalla durata del distacco e se la macula è stato staccata. Se trattato prima del distacco della macula, i risultati sono generalmente buoni.